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lunedì, 23 gennaio 2006
L'uomo che guardava il buco nero

Black Hole

Lui era uno scienziato tranquillo, di quelli che non si fanno notare troppo. Uno di quelli sempre in ombra, che pubblicano ogni tanto qualcosa di notevole, ma non essenziale; di rilevante, ma non clamoroso.

Era uno che non protestava, non disse niente nemmeno quando lo misero per  un mese a sorvegliare la singolarità gravitazionale  che ruotava intorno a X-1 Cygni, su una stazione spaziale scalcinata senza nessuno con cui parlare a parte i computer obsoleti.

Per un po’ riuscì a lavorare poi cominciò a passare tutto il suo tempo davanti all’oblò che era sempre rivolto verso il buco nero.  Anche se quello che c’era dall’altra parte del vetro corazzato era solo notte.

Il professore era  misteriosamente attratto (come ogni cosa in quella parte dell’universo) da quella tenebra così profonda e inaspettata, nonostante conoscesse a memoria le equazioni che la definivano.

Niente stelle. Niente nubi gassose. In quella direzione dello spazio non c’era niente da vedere se non il vero nulla, che nella fattispecie non significa solo assenza di luce, ma anche tempo che smette di avere senso e spazio che subisce la sua paradossale, ma indiscutibile presenza.

Era tutto chiuso in quel punto fermo, geometricamente perfetto, sintatticamente conclusivo.

Certi giorni era come se quel buio gli parlasse, attirando la sua attenzione con i rari lampi di radiazione provenienti dalla materia che collassava nella singolarità, ai quali seguivano lunghe frasi oscure. Dolci parole vellutate, fatte di tenebra che lo sedussero:

“Figlio mio, sei caduto nell’illusione della luce. Il giorno è solo un lampo, un fenomeno locale, perché come tu ben sai l’eternità è oscura ed è ovunque. Quest’universo è solo un fugace contrappunto alla notte perfetta che verrà e che non sarà mai turbata dall’alba.

Cessa di godere di questa scintilla e abbracciami come fecero i tuoi avi.”

Il professor Cosmin Olteanu, di antiche ascendenze transilvane, fu ritrovato alla scadenza del mese, nella stazione in totale abbandono. Cantava a squarciagola completamente folle.  Si era strappato gli occhi con le sue stesse mani. Lui disse: per non vedere la notte.

Per una Grammatica della Notte*- Il punto fermo

*(tutto è iniziato dalle parti della stella binaria Herzog/Effe)

Postato da: aquatarkus a 23/01/2006 13:42 | link | commenti (26)
racconti, fantascienza, spazio profondo


Commenti
#1   23 Gennaio 2006 - 14:13
 
soli i folli sanno
(che, senza più sguardo, si vede allora e davvero la notte infinita)
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#2   23 Gennaio 2006 - 15:03
 
Minchia...
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#3   23 Gennaio 2006 - 15:24
 
Accidenti...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PlacidaSignora

#4   23 Gennaio 2006 - 15:43
 
un oscurativo assoluto ci attende, all'orlo di ogni sintassi.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente manginobrioches

#5   23 Gennaio 2006 - 17:05
 
Pesantuccio, e dire che i buchi neri mi erano sempre stati simpatici
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Bombadillo

#6   23 Gennaio 2006 - 21:59
 
Effe: come al solito la sua saggezza, tra tutta questa oscurità è illuminante
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#7   23 Gennaio 2006 - 22:01
 
shemale e Placida Signora: Ho forse esagerato? Forse era meglio qualcosa di più blando per definire il punto nella grammatica notturna?
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#8   23 Gennaio 2006 - 22:05
 
manginobrioches:
sento che c'è affinità tra di noi, l'aspetto per un caffè sull'orizzonte degli eventi.
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#9   23 Gennaio 2006 - 22:33
 
bombadillo: stiamo parlando di materia superdensa, stretti come sono i neutroni, per quanto imparziali, diventano antipatici. Figuriamoci quando collassano.
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#10   23 Gennaio 2006 - 22:54
 
Esagerato no...almeno, credo di no. Non lo so. Ma per me - e forse solo per me, personalissima idea- la notte è bella e profonda e amica. Questa mi fa paura, mi allontana.
Si vede che sono sgrammaticata...;-)**
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#11   23 Gennaio 2006 - 23:12
 
Ma dai, si tratta solo di un piccolo punto oscuro in una notte stellata e illuminata dalle parole. Io ero costretto a seguire una tradizione. Per la fantascienza classica la notte è la paura dell'ignoto. Anche così ha il suo fascino.
Buona notte:)
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#12   24 Gennaio 2006 - 06:39
 
No, per me non hai esagerato.
Diciamo che il punto della grammatica notturna non è un punto e a capo.
Ma un punto e basta.
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#13   24 Gennaio 2006 - 10:49
 
(i pazzi, i poeti e gli innamorati, come avrebbe detto Shakespeare!)
ciao!
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#14   24 Gennaio 2006 - 12:12
 
Ciao rakele: ci voleva un po' di brezza notturna brasiliana.
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#15   24 Gennaio 2006 - 14:09
 
Ma che volete che sia, è solo un punto nero.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sphera

#16   24 Gennaio 2006 - 17:30
 
Dal che si deduce che è bene che il buio taccia, ché se dice qualcosa so'... cavoli. Neri, ça va sans dire.
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#17   24 Gennaio 2006 - 19:11
 
@sphera: però è lui che ti schiaccia :)
@giorgioflavio: se il buio parla sulla coppia stesa, prende la scala. Ma prima il piatto piange.
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#18   25 Gennaio 2006 - 10:52
 
Stupendo questo luogo... per me attratta da due opposti poli, quello per l'antichità e quello per il futuro. Da sempre mi interrogo sul futuro e fantastico oltretempo. Prendo indizi di oggi, così come prendo indizi del passato arrivati a frammenti oggi e ricostruisco qualche piccola pagina perduta. O almeno ci si prova.

Il tuo uomo folle in isolamento è antichissimo, del resto...
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#19   25 Gennaio 2006 - 10:54
 
(io ho paura del buio, e so che il buco nero esiste, è forte, potente, sovrasta, "schiaccia"...come dici tu)
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#20   25 Gennaio 2006 - 12:38
 
E' vero. Antichissimo.Come le stelle collassate che cantano come sirene e attraggono i naviganti.
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#21   25 Gennaio 2006 - 17:44
 
ad un congresso ho definito il partenone come una stella precipitata milioni di anni fa, che continua a brillare, ad emozionarci... e noi la studiamo etc. etc..
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#22   26 Gennaio 2006 - 11:25
 
tutto ciò che ci attrae è così: denso, oscuro e passaggio verso un altrove inimmaginabile.
per quel caffè sono disponibile: balzo nell'iperspazio e probabilisticamente sono da te.
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#23   26 Gennaio 2006 - 13:32
 
Quante zollette di neutroni?
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#24   26 Gennaio 2006 - 22:00
 
amaro e nero, come lo spazio.
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#25   04 Febbraio 2006 - 10:26
 
ha qualcosa di lovecraftiano questo, scrivi bene.
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#26   04 Febbraio 2006 - 15:56
 
Veramente io non c'entro, è stata un'entità oscura che me l'ha dettato.
E non era nemmeno soddisfatta.
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