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martedì, 27 maggio 2008
L'utopia di Vulpia

vulpia  Quella volta io e il Grend avevamo appena concluso una fruttuosa transazione su Vulpia 5. Adoravamo fare affari con i Vulpiani sempre onesti e corretti, ma allo stesso tempo munifici e generosi quando erano soddisfatti dalla merce. In quel caso si trattava di rompicapi cubici lavorati a mano dalla radice di Rubikola. Andavano pazzi per quella roba e gongolavano come matti quando riuscivano a far scaturire effluvi profumati dai cubi ogniqualvolta azzeccavano una delle 127 combinazioni possibili. Tutti i vulpiani che avevamo conosciuto erano persone squisite e amabili, in genere molto intelligenti e colte, nonché appassionate di arte e, a differenza di molti abitanti della Koinè galattica, con un carattere cosmopolita e tollerante. Vulpia rifletteva perfettamente l'ottima indole dei suoi abitanti: era pacifico, ben organizzato con tanti parchi e molta buona architettura. Le città erano tranquille e per nulla caotiche grazie alla perfetta urbanistica e ad un'accurata pianificazione dei servizi. E, cosa più unica che rara, non esisteva tra quella gente il concetto di corruzione. A raccontarla in questo modo uno potrebbe pensare che Vulpia fosse un posto tremendamente noioso, ma non era così: c'erano tanti spettacoli da vedere, musica di ottimo livello, teatri e tanti splendidi musei da visitare, ma soprattutto una visione così evoluta del sesso che noi vecchi lupi dello spazio profondo non rimpiangevamo località del cosmo magari un po'più “eccitanti”, ma molto più pericolose come SubTentacula e Anacondia.

Leggendo l'elenco dei luoghi da visitare nel terminale-palmare-usa-e-getta che l'ufficio turistico di Vulpia regalava a tutti i visitatori, fui incuriosito da quello che veniva definito come “Museo della Stupidità” e chiesi delucidazioni al nostro contatto vulpiano, Forbius Cumex :

- Mmmm, non so quanto possa interessare a voi visitatori stranieri. Noi vulpiani manteniamo in vita quella struttura esclusivamente a scopi educativi, per far conoscere ai nostri ragazzi brutte faccende come la guerra, lo sfruttamento e la religione. Tutte perversioni che la società vulpiana ha superato da tempo.

- Bisogna ammettere che qui su Vulpia siete riusciti a creare un paradiso. - commentò il Grend - Siete una civiltà priva di conflitti che vive serenamente in prosperità. Avete avuto molta fortuna. Ci sono tante civiltà che non sono state altrettanto fortunate.

- Non si tratta di fortuna. Anche Vulpia duemila anni fa era nelle stesse condizioni di molti pianeti semi-civilizzati, ad esempio come Terra agli inizi del ventunesimo secolo. Poi ci fu l'avvento di Foxius Urpex, il grande Delegificatore, una figura semimitologica che riprese in mano il mastodontico corpo legislativo di Vulpia e modificò la struttura amministrativa del pianeta. Innanzitutto creò il Ministero della Pianificazione Parallela per l'Armonioso Sviluppo Sociale, un ministero nel quale gli stipendi erano altissimi, le sedi erano meravigliosamente decorate e prestigiose, i suoi funzionari godevano di vergognosi privilegi (trasferibili esclusivamente tramite meccanismi nepotistici) e ostentavano divise di una eleganza ricercatissima. Senza parlare poi degli ampi spazi di comunicazione sui media ai quali i membri del Ministero avevano diritto. L'unica pecca di questo paradiso del burocrate è che non decideva assolutamente nulla sulla vita dei Vulpiani.
Tutti i decreti, gli editti, disegni legge emanati da questo ministero non passavano mai attraverso il severo vaglio del Sommo Istituto Costituzionale perché venivano considerati contraddittori, inapplicabili se non apertamente dannosi per la vita dei cittadini Vulpiani. Perciò, nonostante il posto del Ministro per la Pianificazione Parallela per l'Armonioso Sviluppo Sociale fosse ambito per il lauto stipendio e per la strabiliante lista di privilegi che comportava, tutti coloro che si insediavano nei sontuosi uffici, si crucciavano per il fatto di non contribuire abbastanza al miglioramento della vita dei vulpiani con le loro brillanti idee.
Quando le leggi sull'istituzione del reato di clandestinità (per il quale un clandestino sarebbe dovuto rimanere eternamente in prigione dato che, come metteva piede fuori dalla galera, commetteva immediatamente reato) e sul “perfezionamento” dei libri di storia epurandoli dalle parti più deprimenti del passato vulpiano, furono rigettate per l'ennesima volta dal Sommo Istituto Costituzionale, si passò ad un aperto conflitto istituzionale.
Su tutti i media – nei quali i membri del MinPianParArmSvilSoc avevano libero e continuativo accesso – si scatenò una campagna contro il Sommo Istituto Costituzionale che fu accusato di immobilismo, di fossilizzazione sull'esistente, di antimodernismo e persino di stupidità. Molti parteggiarono per il MinPianParArmSvilSoc e vi furono parecchie manifestazioni pubbliche di simpatia nei suoi confronti contro quegli “stupidi parrucconi togati” che impedivano l'evoluzione sociale verso la modernità di Vulpia.
Quando il clima sociale e politico si fu riscaldato abbastanza, il Ministro della Pianificazione Parallela ecc.ecc. giudicò opportuno fare il passo decisivo e, come provocazione, presentò un disegno di legge che, con sua grande sorpresa, fu immediatamente approvato dall'assemblea Vulpiana senza obiezioni di sorta.
Questo disegno di legge nonostante la sua forma contorta e bizantina prevedeva in sostanza una depenalizzazione di certi reati, tra i quali l'assassinio se perpetrato nei confronti di alcuni soggetti definiti nel testo come “coloro che abbiano dato prova certa di stupidità in pubblico reiteratamente o dei quali sia comprovata scientificamente l'attitudine a danneggiare il prossimo con la propria stupidità”.

- Non esattamente una legge tollerante e democratica.- osservai dubbioso.

- Che però diede immediatamente prova della sua efficacia quando vennero pubblicati i criteri di assunzione del personale e dei dirigenti del Ministero per la Pianificazione Parallela per l'Armonioso Sviluppo Sociale.
Infatti, grazie alla lugimiranza di Foxius Urpex (il grande Delegificatore) si venne a scoprire che l'istituzione del Ministero mirava a neutralizzare la stupidità umana in campo decisionale, perciò si veniva selezionati solo dopo test che comprovavano scientificamente che si era arroganti, vanesi, inetti e indiscutibilmente stupidi. La stolida arroganza dei funzionari del Ministero per quanto fine a se stessa aveva suscitato un profondo rancore tra la popolazione perciò fu un vero e proprio massacro.

- Immagino...-constatò il Grend- Ma ovviamente, dopo il bagno di sangue, la legge fu abrogata.

- Assolutamente no.- disse sorridendo Forbius – La legge è tutt'ora in vigore.

Rabbrividii al pensiero, ecco cosa si nascondeva sotto la perfetta società vulpiana: uno sistematico sterminio di tutti coloro che venivano considerati “stupidi” secondo i criteri del luogo.

- Riesco ad immaginare cosa state pensando, in realtà è da moltissimo tempo che nessuno viene più ucciso a causa di questa legge. - ci rassicurò Forbius

- Avete finito gli stupidi? - domandò il Grend con tono sarcastico.

- No. Come in tutti i luoghi dell'universo anche noi abbiamo la nostra percentuale di stupidità. Solo che lo stupido su Vulpia ha imparato a non mettersi in mostra: non crea stupidamente pericolo per se stesso e gli altri (spesso evita persino di prendere la patente per non essere scoperto), non va a votare perché bisogna superare un esame di non-stupidità. Rispetta le leggi, ma soprattutto non esprime la sua opinione in pubblico e non si sente legittimato a farlo perché altri stupidi alzano la voce ed esprimono il suo stesso pensiero. Insomma, su Vulpia lo stupido s'è fatto più furbo.

 

Postato da: aquatarkus a 27/05/2008 16:44 | link | commenti (10)
racconti, spazio profondo, strani alieni, io e il grend

mercoledì, 26 dicembre 2007
Indice dei racconti (self-service)

 Servitevi pure. Non so come dirvelo, ma al momento sono fuori
(3,6 U.A. dalla Terra)

National Geographic Special issue

http://www.tor.splinder.com

Titolo Data
Pratiche Sessuali 14/10/2007 - 00:23
Nomadi 10/10/2007 - 12:31
Orgoglio Mascolino 19/09/2007 - 10:26
El Perro Negro 03/09/2007 - 12:18
Il più bel giorno della nostra vita 15/10/2006 - 01:32
Attesa 12/10/2006 - 17:23
Tempo Supplementare 27/09/2006 - 13:57
Una favola moderna 18/09/2006 - 15:56
L'attacco 12/09/2006 - 10:20
Il segreto dei Nuraghi 04/09/2006 - 13:28
Lo scolaro G 31/07/2006 - 11:03
Oltremondo 07/07/2006 - 21:57
Corro 28/06/2006 - 18:51
Fratelli d'Italia 22/06/2006 - 02:23
Enter 15/06/2006 - 13:18
Calore 09/06/2006 - 13:32
Intercettazioni 25/05/2006 - 13:03
Anniversari 24/05/2006 - 11:05
L'ispettore 17/05/2006 - 11:45
Luce 11/05/2006 - 09:35
Effetto Boomerang 06/05/2006 - 15:41
Il contagio 27/04/2006 - 17:37
La mossa dell'ippocampo 23/04/2006 - 00:21
Sorprese 15/04/2006 - 10:46
L'emissario 2 14/04/2006 - 09:33
Penitenziario 07/04/2006 - 13:06
Il circolo della fine del mondo 01/04/2006 - 01:45
Screensaver 28/03/2006 - 11:12
Risvegli 18/03/2006 - 19:09
Lettera dal fronte 18/02/2006 - 13:46
Reality 16/02/2006 - 13:41
Strategie elettorali 10/02/2006 - 14:33
I rappresentanti 07/02/2006 - 12:04
Cinque strane abitudini 02/02/2006 - 09:24
Le storie brevi 30/01/2006 - 23:27
Alta personalità 28/01/2006 - 23:55
Walhalla46 27/01/2006 - 21:29
Legittima difesa 26/01/2006 - 12:48
L'uomo che guardava il buco nero 23/01/2006 - 13:42
L'attrazione di Ibsia 21/01/2006 - 17:16
Scontro di civiltà 20/01/2006 - 10:18
Teletrasporti FS 18/01/2006 - 16:33
La miglior barzelletta sulle bionde 15/01/2006 - 23:16
L'invasione della Blogsfera 13/01/2006 - 13:19
Arma Intelligente 12/01/2006 - 00:41
Il ragazzo venuto dall'Argentina 09/01/2006 - 10:46
La conferenza stampa 05/01/2006 - 10:36
La luna è nostra? 04/01/2006 - 13:55
La risposta 02/01/2006 - 09:15
Un mondo migliore 30/12/2005 - 13:10
Il Giudizio 29/12/2005 - 10:42
Vacanze di Natale 28/12/2005 - 00:45
Superuomini all'italiana 26/12/2005 - 11:41
Razza di mediocri 25/12/2005 - 10:29
Subcomunicato Strategico N°1 24/12/2005 - 09:35
Serial 22/12/2005 - 23:57
La versione di Tolkien 22/12/2005 - 09:53
L'Intelligent Design 21/12/2005 - 11:50
Incontro impossibile: La verità sulla TAV 20/12/2005 - 13:13
L'emissario 19/12/2005 - 16:14
Fantaraccontino di Natale (cattivo) 17/12/2005 - 12:52
Il primo mutante 13/12/2005 - 09:47

Postato da: aquatarkus a 26/12/2007 14:40 | link | commenti (2)
racconti, divertissement, fantascienza, spazio profondo, mutazioni, paradossi temporali, - indice dei racconti -, incubi virtuali, ucronie, futuro prossimo, apocalissi annunciate, strani alieni, terre parallele, io e il grend, diaboliche invenzioni, forever forevera

domenica, 14 ottobre 2007
Pratiche sessuali

uma
Quella volta io, il Grend e un paio di polimorfi Jinxiani, ci eravamo trovati proprio un bel posticino. Si trattava di Mundu Panthalassa, un pianeta di tipo terrestre  completamente coperto da oceani tranne che per pochi ameni arcipelaghi. I grandi tour-operator galattici snobbavano il pianeta e le sue bianchissime spiagge a causa di due futili motivi: vi era impossibile ricevere la SensoTV ed era previsto il passaggio in nova della stella principale entro l’anno appena trascorso.
Niente che non si potesse risolvere con una scorta di ebook polizieschi, un buon olio solare e un satellite d’allarme a comunicazione ultraluce.
Io e il Grend avevamo deciso di fare quella vacanza per riprenderci da alcune operazioni finanziarie finite male (cioè per riparare i buchi dei laser da battaglia sullo scafo conseguenza, appunto, delle fallite transazioni), ma una notizia sulla gossip-rete stuzzicò la mia fantasia. Si parlava di un principesco finanziamento generosamente distribuito dal Centro Rapporti Interrazziali di Tau Ceti come aiuto alle Specie Intelligenti con Difficoltà Sessuali e Riproduttive.
Così, mentre mi crogiolavo sotto i raggi dell’instabile stella, un’idea malsana cominciò a prendere forma nella mia testa: si trattava di convicere i burocrati di Tau Ceti che su un arcipelago di Panthalassa sopravviveva una specie intelligente che rischiava l’estinzione a causa di un sistema riproduttivo eccessivamente complicato.
In palio c’erano milioni di crediti perciò non feci fatica a convincere i miei compagni di vacanza. Inpoche parole bastava inventarsi una bella relazione che descriveva la più astrusa pratica riproduttiva mai concepita e corredarla da qualche piccante ricostruzione tridimensionale.
Niente di impossibile durante una seratina ad alto tasso alcolico davanti al falò, mentre per le immagini potemmo contare sulle strepitose capacità di trasformazione dei polimorfi jinxiani (e sulla loro innata perversione).
Non so a chi venne l’idea dei tre sessi -con il terzo che faceva da tramite tra il maschio e la femmina- ma a tutti ci parve talmente buona che brindammo allegramente all’insolito Semevettore Panthalassiano e alle sue inenarrabili peripezie per condurre il seme dal maschio alla femmina fertile.
Inutile dire che la nostra relazione ebbe un successo inaspettato al Centro Rapporti Interrazziali di Tau Ceti e ben presto ci fu mandato un cospicuo assegno, che  istantaneamente convertimmo in beveraggi e cibi sopraffini in uno Spaccio Orbitale del settore.
Per mesi quegli assegni continuarono ad arrivare senza che nessuno ci chiedesse alcunché, sino a quando non giunse un’ultra-Mail da una certa dottoressa Uma Falkenmeyer, ispettrice di Tau Ceti Centro, incaricata di verificare come venivano spesi i soldi dei contribuenti nel locale braccio della Galassia.
Avevamo solo una settimana per preparare una messinscena appena credibile, così da poter continuare a ciucciare dagli amorevoli capezzoli della Federazione il contributo alle nostre raffinate bisbocce. Col nostro inguaribile spirito goliardico allestimmo una impareggiabile sceneggiata e persino il Grend, sotto una maschera di multiprene meravigliosamente decorata da creste e antenne appariva allegro e impaziente di partecipare alla recita.

Quando Uma Falkenmayer scese dallo shuttle automatico che l’aveva portata su Panthalassa non riuscii immediatamente a capire il motivo del suo interesse per le Specie Intelligenti con Difficoltà Sessuali e Riproduttive; la dottoressa era una bellezza mozzafiato, bionda, altissima e generosamente carrozzata, talmente vistosa che avrebbe fatto passare le suddette Difficoltà Sessuali e Riproduttive persino ad una boa di segnalazione.
Mentre m’innamoravo perdutamente di lei e la invitavo a salire sulla nostra navicella, le spiegai che avevo giusto sottomano un rarissimo trio sessuale panthalassano (formato dai due Jinxiani che avevano assunto delle insolite e affascinanti sembianze e dal Grend con la sua mascheratura posticcia). Così le offrii di partecipare ad una serie di osservazioni, comodamente seduti nella plancia di comando della nave, di fronte ai monitor che mostravano le immagini catturate dalle telecamere nascoste nei luoghi frequentati dal trio sessuale panthalassano. Frattanto io mi tenevo in contatto con i miei amici grazie ad un microfono a subvocalizzazione che portavo vicino alla laringe.
- Ecco ora il Semevettore viene convocato dal Maschio Fecondatore con il richiamo testosteronico. – commentai mentre il Grend annusava l’aria e partiva caracollando con aria stolida verso il variopinto Jiinxiano.- Ora il maschio estrae dalla sua sacca anteriore degli escrementi cosparsi con i suoi ormoni che il Semevettore porterà alla femmina per spingerla al calore.
- Mi sembra molto esigua la quantità di escrementi. – commentò l’avvenente ispettrice – Nella sua relazione si parlava di una quantità tale da creare un tappeto maleodorante dove la femmina poteva rotolarsi…
“Più merda!” subvocalizzai. Ci furono delle proteste intraducibili, nel canale subvocale da parte dei miei complici, ma il Jiinxiano finalmente staccò un grosso ammasso di guano di pseudogabbiano da un roccia e ci sputò sopra impastando il tutto ben bene. Immaginai l’umore del Grend di fronte all’idea di portarsi dietro quel bolo puzzolente per tutta l’isola. Con una bestemmia che avrebbe fatto scappare inorridito un abitante di Tuscana 5 (ma che la Falkenmayer nel suo entusiasmo scambiò per un mugolio di piacere panthalassano), il Grend partì verso quella che volevamo dare ad intendere fosse la tana della femmina. Per fare questo –così, ahimè, come avevamo scritto nella nefanda relazione- il Semevettore doveva attraversare la palude interna dell’isola, scavalcare il vulcano spento, e - avevo dimenticato il particolare che tanto sghignazzare ci aveva fatto a suo tempo - passare sotto le cascate di Umbuzu senza bagnare il bolo fecale-seminale grazie alla spaziosa sacca boccale.
Non sapevo se ridere o piangere di fronte all’inane sforzo del mio amico alieno sotto quell’odiosa tuta pervasa dal fetore esiziale del guano di pseudogabbiano, mentre inciampava nella pietraia di aguzza ossidiana del vulcano. In un sorprendente slancio di generosità stavo giusto pensando che avrei dovuto regalargli la mia collezione di acquavite di carote gioviane, quando la Falkenmayer mi saltò addosso strappandosi i vestiti, e con gli occhi sbarrati fissi sull’olovisore.
-Oh, non è eccitante quell’esserino? Oh-oh….. guarda come è concentrato nella sua missione amorosa! Oh…Oh…si così…prendi quel bolo puzzolente…sali su verso la cima…oh..oh…ohhhhhh…il vulcano…siii…ohhhh…il vulcano. Su piccolino datti da fare…
Come si poteva rimanere indifferenti di fronte a tanto entusiasmo per l’etologia aliena?
Nonostante fossi vagamente turbato dall’idea di avere un sontuoso rapporto sessuale con la più spettacolare femmina terrestre che mi fosse capitata a tiro nello stesso istante che vedeva il mio amico nell’ignominioso ruolo di Semevettore (impegnato nell’attraversamento delle disgustose caldere di zolfo), mi impegnai a fondo per non deludere la dottoressa.
Alla fine della faccenda, la guardai adorante, mentre lei, con il viso arrossato dal piacere, lanciava un prolungato gemito orgasmico in direzione del povero Grend mascherato, il quale ormai barcollava stordito dagli effluvi del guano, verso la cascata di Umbuzu.
Fu a questo punto che le cose iniziarono a precipitare.
Il Grend si bloccò davanti alle cascate sotto le quali si apriva l’imboccatura della grotta e le guardò come se fosse sopraffatto da un orribile ricordo, poi osservò il bolo e dopo averlo soppesato qualche istante, con un chiaramente udibile “Ma vaff…” in Panglish, lo scagliò nel fiume che si precipitava nella gola.
-Noooo!-gridammo all’unisono io e Uma, ma per differenti ragioni e dimenticando immediatamente le tenerezze postcoitali.
Per fortuna il Grend ebbe una intuizione straordinaria, e subito, con un urlo belluino ebbe la buona creanza di tuffarsi anche lui nel precipizio in fondo al quale tumultuava il fiume.
 
Nemmeno per un istante ebbi qualche timore per il mio peloso amico, visto che poteva trattenere il respiro per almeno quaranta minuti e nel frattempo leccare un migliaio di francobolli (attitudine particolarmente apprezzata dagli uffici postali del suo mondo e dalle femmine della sua specie). A quel punto però dovevo trovare anch’io qualcosa per convincere la splendida e affranta Uma.
Così, scuotendo la testa e fingendomi disperato, mi ritrovai a dire:
- …E questo è il quarto. Non ce la faremo mai ad impedire l’estinzione di questa splendida specie. Nonostante il costoso condizionamento postipnotico anche questo Semevettore si è suicidato. Dev’essere una tara genetica…
- Portami subito giù dal Maschio Fecondatore. – mi rispose con una voce di ghiaccio Uma. Tanto da farmi temere che avesse scoperto l’inganno.
Mentre eseguivo trepidante le manovre di atterraggio lei sparì con un’aria di preoccupante determinazione nella stiva. Ne riemerse con un’espressione trionfante e con un largo foglio di multiprene tra le mani. Esattamente quello che era rimasto dalla lavorazione della maschera del Grend.
–Aha! Non assomiglia in modo sorprendente alla livrea del Semevettore?
Stavo per crollare e confessare ogni cosa a quella statuaria vichinga dal sangue bollente, quando lei, incurante dei miei balbettii colpevoli, si mise a ritagliare il tessuto spugnoso con un laser da tasca.
Alla fine con aria soddisfatta mi mostrò il risultato delle sue fatiche: una maschera pressoché identica a quella realizzata da me qualche giorno prima per il Grend.
-Uma…-cercai di spiegare. Poi vedendo un preoccupante luccichio nei suoi occhi: - Non penserai che io mi debba mettere…
-No. Il vostro splendido lavoro finisce qua. Voi avete fatto l’impossibile…me ne rendo conto. Ora tocca a me. Bisogna agire tempestivamente per salvare questa splendida specie dall’estinzione. Non cercare di fermarmi.
E con un balzo si catapultò fuori dal portello, imitando perfettamente la ridicola camminata del Grend-Semevettore, in direzione di un allibito Jiinxiano.
Cosa posso dire a mia discolpa? Il terribile spettacolo dell’oggetto dei miei sentimenti più appassionati che cerca di convincere un basito Jiinxiano a darle un bolo di guano più grande, mi condusse allo sgomento.
Desiderai che il sole esplodesse in quell’istante e cancellasse ogni cosa: me, il Grend, i Jiinxiani, Uma e quello schifoso pianeta. Lo desiderai così tanto che urtai inavvertitamente l’allarme che ci doveva avvisare dell’entrata in nova della stella.
Nel giro di pochi minuti i Jiinxiani e il Grend erano a bordo e mi guardavano con aria interrogativa mentre, come ipnotizzato seguivo le immani fatiche dell’unica donna che abbia mai amato a prima vista. Non riuscivo a staccarle di dosso lo sguardo mentre saliva sulle scoscese pareti del vulcano abbruttita dalla fatica e resa rivoltante dalla ignominiosa schifezza che la lordava completamente.
Non ricevendo risposte dal sottoscritto, tra il vedere il non vedere, i miei pavidi compagni fecero decollare immediatamente la nave e la misero subito in rotta sicura iperluce.
La stella andò in nova solo qualche settimana più tardi, ma nel frattempo una piangente Uma era già stata tratta in salvo da un ricognitore della Federazione.
Dalla sua esperienza trasse un notevole e-book.

Invece di sbugiardarci, Uma sfruttò la nostra creazione, la misteriosa specie trisessuale panthalassana, per inventarsi di sana pianta un bellissimo romanzo sul crepuscolo di una civilissima e poetica razza condannata all’estinzione. “I tre tempi dell’amore” è da anni un celebrato best-seller in tutta la galassia tradotto in migliaia di lingue, mentre la sua creatrice un’osannata scrittrice, famosa in tutta la koinè.
Una volta ho cercato di chiamare Uma al video-over-interstellar-pipe.
Quando ho visto i suoi bellissimi occhi e il gelo siderale nel suo sguardo ho capito subito che in lei era morto molto di più che quell’embrione di sentimento nei miei confronti nato su Mundu Panthalassa, così, senza dire niente, ho chiuso la comunicazione.
Per quanto riguarda il  Grend non mi ha ancora perdonato ed è tuttora incazzato come un drago di Chtorr per il fatto che qualcuno sia diventato miliardario con il prodotto genuino della nostra fantasia.

Postato da: aquatarkus a 14/10/2007 00:23 | link | commenti (13)
racconti, divertissement, fantascienza, spazio profondo, strani alieni, io e il grend

sabato, 15 aprile 2006
Sorprese

Egg.H.R.Giger

-Noi adoriamo la Pasqua...- disse il piccolo alien sorseggiando il suo Manhattan decorato con una tibia umana. Il Grend lo guardò scettico.
-Davvero? Pensavo non aveste feste religiose sul vostro pianeta.- ribattei
-E' per la faccenda delle uova. Sai le sorprese dentro e tutto il resto.- fece lui con aria sognante, per quanto possa assumere un'aria sognante un mostriciattolo dalla testa oblunga, crestata e dotata di una formidabile mandibola.
-Che bello. Vi scambiate le uova in regalo? - chiesi io gioviale.
-No. E' che, in genere, siamo noi la sorpresa...
Il Grend alzò gli occhi al cielo.

Postato da: aquatarkus a 15/04/2006 10:46 | link | commenti (22)
racconti, divertissement, fantascienza, strani alieni, io e il grend