Conigli fossili nel Precambriano

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mercoledì, 26 dicembre 2007
Indice dei racconti (self-service)

 Servitevi pure. Non so come dirvelo, ma al momento sono fuori
(3,6 U.A. dalla Terra)

National Geographic Special issue

http://www.tor.splinder.com

Titolo Data
Pratiche Sessuali 14/10/2007 - 00:23
Nomadi 10/10/2007 - 12:31
Orgoglio Mascolino 19/09/2007 - 10:26
El Perro Negro 03/09/2007 - 12:18
Il più bel giorno della nostra vita 15/10/2006 - 01:32
Attesa 12/10/2006 - 17:23
Tempo Supplementare 27/09/2006 - 13:57
Una favola moderna 18/09/2006 - 15:56
L'attacco 12/09/2006 - 10:20
Il segreto dei Nuraghi 04/09/2006 - 13:28
Lo scolaro G 31/07/2006 - 11:03
Oltremondo 07/07/2006 - 21:57
Corro 28/06/2006 - 18:51
Fratelli d'Italia 22/06/2006 - 02:23
Enter 15/06/2006 - 13:18
Calore 09/06/2006 - 13:32
Intercettazioni 25/05/2006 - 13:03
Anniversari 24/05/2006 - 11:05
L'ispettore 17/05/2006 - 11:45
Luce 11/05/2006 - 09:35
Effetto Boomerang 06/05/2006 - 15:41
Il contagio 27/04/2006 - 17:37
La mossa dell'ippocampo 23/04/2006 - 00:21
Sorprese 15/04/2006 - 10:46
L'emissario 2 14/04/2006 - 09:33
Penitenziario 07/04/2006 - 13:06
Il circolo della fine del mondo 01/04/2006 - 01:45
Screensaver 28/03/2006 - 11:12
Risvegli 18/03/2006 - 19:09
Lettera dal fronte 18/02/2006 - 13:46
Reality 16/02/2006 - 13:41
Strategie elettorali 10/02/2006 - 14:33
I rappresentanti 07/02/2006 - 12:04
Cinque strane abitudini 02/02/2006 - 09:24
Le storie brevi 30/01/2006 - 23:27
Alta personalità 28/01/2006 - 23:55
Walhalla46 27/01/2006 - 21:29
Legittima difesa 26/01/2006 - 12:48
L'uomo che guardava il buco nero 23/01/2006 - 13:42
L'attrazione di Ibsia 21/01/2006 - 17:16
Scontro di civiltà 20/01/2006 - 10:18
Teletrasporti FS 18/01/2006 - 16:33
La miglior barzelletta sulle bionde 15/01/2006 - 23:16
L'invasione della Blogsfera 13/01/2006 - 13:19
Arma Intelligente 12/01/2006 - 00:41
Il ragazzo venuto dall'Argentina 09/01/2006 - 10:46
La conferenza stampa 05/01/2006 - 10:36
La luna è nostra? 04/01/2006 - 13:55
La risposta 02/01/2006 - 09:15
Un mondo migliore 30/12/2005 - 13:10
Il Giudizio 29/12/2005 - 10:42
Vacanze di Natale 28/12/2005 - 00:45
Superuomini all'italiana 26/12/2005 - 11:41
Razza di mediocri 25/12/2005 - 10:29
Subcomunicato Strategico N°1 24/12/2005 - 09:35
Serial 22/12/2005 - 23:57
La versione di Tolkien 22/12/2005 - 09:53
L'Intelligent Design 21/12/2005 - 11:50
Incontro impossibile: La verità sulla TAV 20/12/2005 - 13:13
L'emissario 19/12/2005 - 16:14
Fantaraccontino di Natale (cattivo) 17/12/2005 - 12:52
Il primo mutante 13/12/2005 - 09:47

Postato da: aquatarkus a 26/12/2007 14:40 | link | commenti (2)
racconti, divertissement, fantascienza, spazio profondo, mutazioni, paradossi temporali, - indice dei racconti -, incubi virtuali, ucronie, futuro prossimo, apocalissi annunciate, strani alieni, terre parallele, io e il grend, diaboliche invenzioni, forever forevera

giovedì, 15 novembre 2007
A volte il tempo...

A tempo

...ha mille facce

Postato da: aquatarkus a 15/11/2007 14:04 | link | commenti (7)
paradossi temporali

mercoledì, 19 settembre 2007
Orgoglio mascolino

cuneiforme

 
La Cronomacchina sembrava più una faccenda architettonica che la rivoluzionaria invenzione da tutti decantata. Appariva come una bella piazza circolare, pavimentata a scacchi bianchi e neri, come in un esercizio prospettico rinascimentale. Era già onirica e metafisica senza fare nient’altro che stare sotto il sole autunnale del lago di Ginevra. La componente principale della Cronomacchina, l’anello che ne faceva da perimetro, era contenuto in una sorta di corona fatta di decine di giganteschi elementi, gli Statori di Hawkings; elaborati archi metallici, abbastanza massicci da resistere alle immani forze di marea, generate dalle due supermasse lanciate a velocità relativistiche nell’anello, e che costituivano il poderoso sistema di confinamento magnetico.
E fin qui arrivava la comprensione di Gilberto della Cronomacchina. Erano cose che poteva toccare con mano e che in fondo trovava rassicuranti. Per il resto il suo cervello umanistico si affidava ai pistolotti pseudoscientifici dei depliant turistici.
“I due buchi neri artificiali, ruotando in senso opposto, creano le crono-onde di interferenza, slabbrando così il tessuto del continuum spazio-tempo.”
Uno leggeva una cosa del genere e aveva già la sensazione di sapere tutto.
Slabbrando il tessuto…doveva essere un creativo che lavorava per qualche marchio dell’abbigliamento.
Il depliant diceva anche che il centro geometrico dell’anello era il punto dove la deformazione del continuum diventava una singolarità. Chissà cosa succedeva a quello che si metteva in quel punto? Era una domanda retorica, non c’era in realtà nessuno disposto a farsi risucchiare dal centro del gorgo temporale per scoprire dove si finiva. Probabilmente si arrivava all’origine del tempo. Quando s’innescava il Big Bang. Anzi qualcuno mormorava che forse il Big Bang era stato causato proprio dai primi esperimenti con la Cronomacchina. Una teoria diceva che quando, per vedere se la faccenda funzionava, qualcuno aveva spedito un cubo di metallo in un luogo dove le parole spazio, tempo e persino luogo non avevano ancora senso, era stato causato una specie di paradosso. Il niente, non potendo più essere tale, si era talmente incazzato che era esploso sino a combinare tutto questo macello che chiamiamo con l’altisonante nome di universo. Ma ovviamente era solo una teoria.
Ad ogni modo è per questo che gli anelli concentrici bianchi e neri, più vicini al centro della Cronomacchina non erano nemmeno segnati.
Più ci si allontanava dal centro della piazza, più si viaggiava verso epoche vicine alla nostra. A vederla dall’alto la Cronomacchina sarebbe sembrata un colossale bersaglio per freccette.
Gilberto, in attesa che il tessuto spaziotemporale si “slabbrasse”, era la freccetta ben piantata sul riquadro nero che aveva come punteggio “Uruk – 2700 a.C.”
Un salto di cinquemila anni e rotti.
Le circostanze che avevamo portato Gilberto Gomez a proporsi volontario per un balzo di cinquanta secoli nel passato avevano qualcosa a che fare con il suo talento di glottologo e parecchio con le sue insaziabili voglie. La sua ex-moglie che di lingue morte non si interessava, l’aveva lasciato a causa delle seconde, con il morale a terra, una imbarazzante erezione e il conto in banca che sembrava Samarcanda dopo una visitina di Tamerlano. Lei ormai non sopportava i suoi continui approcci, le sveltine in ascensore, i bis nello studio dell’università, la biancheria a brandelli come dopo l’incontro con un licantropo feticista. Senza parlare della perenne infiammazione dovuta all’eccessiva confricazione che l’affliggeva.
“Quando e troppo è troppo!” aveva esclamato vedendolo uscire dalla doccia del “dopo” con in mezzo alle gambe una evidente promessa di “ancora”.
Gilberto non ci poteva fare niente. Nella sua vita, per la maggior parte dedicata allo studio della scrittura cuneiforme aveva conosciuto in senso biblico una sola donna, quella che era diventata sua moglie e che aveva guardato con infinito disprezzo la sua ultima erezione. Su di lei, prima della separazione aveva sfogato la sua inesauribile mascolinità, dopo di lei era come se fosse calato un pesante sipario sulla sua virilità.
Niente più era riuscito a smuovere l’appendice flaccida ormai immemore delle glorie passate. Perciò si era offerto volontario per quella incursione in età sumera allo scopo ufficiale di recuperare la fonetica delle antiche lingue di Ur e quello non ufficiale di stare in un luogo lontano dove piangersi addosso e leccarsi le ferite.
Gilberto non era spaventato tanto dall’andata: tutti decantavano la capacità della Cronomacchina di depositarti al momento giusto nel posto giusto; quanto dal ritorno, dalla risalita lungo i cinque millenni senza scorciatoie se non quel contenitore di finta terracotta che si portava al collo legato con un laccio di cuoio. Era quello l’unico modo possibile per ritornare nel suo tempo, ovvero un contenitore pieno di nanotech autoreplicanti, che al momento desiderato l’avrebbero avvolto con un bozzolo di lana di roccia, incistando il suo corpo in animazione sospesa, dentro un pezzo di montagna. Lui doveva solo ingerire i nanotech, stendersi sopra una roccia e i microscopici automi l’avrebbero ricoperto di un materiale resistentissimo ricavato dalla roccia stessa. Poi doveva solo chiudere gli occhi, e affidarsi al lungo sonno dell’animazione sospesa.
Per cinquemila anni.
Seminudo, con i capelli acconciati in una lunga treccia, Gilberto toccò la boccetta di finta terracotta come se fosse un prezioso amuleto, e in quel momento il ronzio della Cronomacchina crebbe sino a diventare un sibilo assordante. Si stava domandando per quanto avrebbe dovuto sopportare quel rumore infernale, quando tutto intorno a lui cambiò.
Niente di melodrammatico, semplicemente l’universo si “slabbrò” con un rumore di seta strappata e lui si ritrovò a carponi, su una distesa polverosa percependo immediatamente i raggi di un sole cocente sulla pelle nuda.
Era passato.
Era “nel” passato.
Gilberto si rimise in piedi e si guardò intorno non trovando niente di attraente in quella pianura desertica se non un agglomerato di casupole a una certa distanza e un boschetto di alberi bassi più vicino. Stava domandandosi se quello squallido agglomerato di casupole fosse veramente Uruk, quando udì un urlo di donna provenire dal boschetto poco distante.
Quasi immediatamente da quella stessa direzione Gilberto vide sopraggiungere qualcuno di corsa.
Il nuovo arrivato era completamente nudo ed evidentemente maschio, si fermò davanti a Gilberto ed iniziò a girargli intorno come come se volesse studiarlo.
L'uomo, poco più di un ragazzo, aveva uno sguardo intenso però con una scintilla animalesca. Il suo corpo era snello, ma muscoloso. Le sue movenze erano lente ed eleganti, ma con qualcosa del predatore.
Ad un certo punto il volto del nuovo arrivato, sotto l'arruffata massa di capelli neri, fu illuminato da un sorriso dolce e quasi infantile. Gilberto stava per accennare a un timido sorriso quando l'altro, con un gesto fulmineo, afferrò la fialetta dei nanotech appesa al collo del crono-viaggiatore e scappò via ridendo.
Gilberto guardò esterrefatto quello strano uomo correre via giubilante, con il suo biglietto di ritorno per il futuro. Ancora stordito dal balzo temporale, Gilberto impiegò parecchi secondi prima di rendersi conto della portata dell’avvenimento. Poi crollò inebetito, sconvolto per l’ennesimo scherzo giocatogli dal destino.

Era bloccato nel passato.

Così fu preda di un pianto inconsolabile. Pianse per il mondo moderno che aveva perduto per sempre. Pianse per la moglie che l’aveva abbandonato portando via con se l’unica porta del paradiso da lui conosciuta. Pianse per l’ignoto, per i pericoli che l’attendevano, e dato che c’era pianse anche per la sua virilità umiliata, ferita e irrimediabilmente flaccida.
Piangeva ancora a dirotto, squassato dai singhiozzi quando si sentì sfiorare delicatamente una spalla.
Accanto a lui era comparsa una giovane donna. Nuda anche lei. Era una ragazza, piccola di statura, ma di una bellezza sconvolgente. Pareva impietosita quando si rivolse a Gilberto in una lingua che a primo acchito gli sembrò sconosciuta. Ma subito il dottorato in glottologia del crono-viaggiatore prese il sopravvento.
Era quella dunque l’antica lingua parlata di Ur? Che stupidi, com’è che le simulazioni al computer non c’erano arrivate nemmeno vicine?

-Come stai straniero [uomo sconosciuto-esterno a…]? Ti è accaduto qualcosa di male [brutto- cattivo]?
-Ho ricevuto un torto [sono stato/a derubato] da un uomo selvaggio [essere-animale]. Ho perduto qualcosa di molto importante.- fece lui cercando di imitare l’accento di lei.
-Però qualcosa ti è rimasto. – fece lei guardando verso il basso con un sorriso malizioso
Era successo che chissà per quale portentosa alchimia temporale (o forse per la vicinanza dello splendido corpo della nuova arrivata), ciò che nel futuro sembrava aver perso irreparabilmente
il proprio orgoglio, aveva ritrovato una nuova, portentosa ed evidente (persino sotto il perizoma), energia.
La ragazza sorrise di nuovo:
-Io sono Shamkat – la prostituta [colei che apre le gambe]. L’uomo selvaggio [essere-animale] che ti ha derubato si chiama Enkidu. Egli è il flagello di questi luoghi. Molesta ogni brava donna che va alla fonte. Io sono stata pagata per concupirlo e condurlo con l’inganno ad Uruk [ovile-grande].
Tu chi sei straniero [uomo sconosciuto-esterno a…]?
-Gil..-iniziò a balbettare Gilberto quando un pensiero fulminante lo travolse.
Shamkat-la prostituta, Enkidu-l’uomo selvaggio, ricollegò immediatamente quei nomi a qualcosa che lui conosceva alla perfezione.
-Gil…Gomez...e vengo da molto lontano.
-Gilgamesh? Buffo nome, straniero.

C’era di peggio che ritrovarsi nel passato nei panni di un leggendario semidio con una vita lunghissima ricca di portentose avventure davanti a sé. Sorrise sfiorando la mano di Shamkat.
 
Di colui che vide ogni cosa, voglio narrare al mondo;
di colui che apprese e che fu esperto in tutte le cose.
Di
Gilgamesh,  che raggiunse la più profonda conoscenza,
che apprese e fu esperto in tutte le cose.
 
Egli esplorò ogni paese
ed imparò la somma saggezza.
Egli vide ciò che era segreto, scoprì ciò che era celato,
e riportò indietro storie di prima del diluvio.
Egli percorse vie lontane, finché stremato, trovò la pace.

Postato da: aquatarkus a 19/09/2007 10:26 | link | commenti (12)
racconti, divertissement, fantascienza, paradossi temporali, diaboliche invenzioni

giovedì, 22 giugno 2006
Fratelli d'Italia

ombrelloni

-Dottore, il sospettato l’attende.

-Grazie agente. E il macchinario che voleva attaccare alla centrale elettrica?

-L’abbiamo lasciato in laboratorio, ma appena il tecnico ci ha messo mano si è ridotto in polvere. Una cosa mai vista prima, dice l’ingegnere.

-Avete controllato le sue generalità.

-Sembra tutto a posto.

-Va bene agente, può andare. Ora vado a parlare con quell’uomo.

Il sospettato si voltò non appena il magistrato entrò nell'ufficio. Sembrava un ragazzino spaurito, più che un pericoloso -come si diceva?- anarcoinsurrezionalista, nonchè sabotatore di centrali elettriche.

- Prima di incriminarla per sabotaggio e tentatata interruzione di servizio pubblico vorrei ascoltarla signor…signor Rossi.

L’uomo fece un grande sospiro, come se avesse preso un’importante decisione, guardò la bandiera italiana in un angolo, la foto del presidente della Repubblica, la cartina dell’Italia appesa al muro e iniziò a parlare:

-L’avverto, troverà incredibile ogni cosa che le racconterò, ma è tutto vero. Le dirò tutto perché lei mi sembra un leale cittadino italiano e perché, in ogni caso, non cambierebbe nulla.

Il magistrato lo guardò incuriosito.

- Le sembrerà una follia, ma io vengo dal futuro. Un futuro dove i viaggi temporali sono diventati possibili grazie alla tecnologia…

-Impossibile…-sbottò subito il magistrato, ma poi aggiunse curioso- E come funzionerebbe questa tecnologia?

-Non sono un esperto. Ma nei testi divulgativi il Continuum Spazio-Temporale viene descritto come un convoglio ferroviario in movimento. Il nostro Universo sta nel vagone di testa. Con una tecnologia che si chiama “Stasi Inversa” si prende una bolla del nostro continuum e la si fa scendere dal primo vagone. Si fa passare il convoglio fino al punto voluto e si risale. E il gioco è fatto, ci si ritrova in un periodo antecedente a quello dal quale si era partiti. In realtà non siamo noi che viaggiamo dietro nel tempo, ma ci lasciamo superare dal tempo stesso che procede sempre in una direzione.
-Interessante. Ma non mi ha convinto. E quale sarebbe il motivo della sua visita in questa epoca?

-Sono venuto a cambiare la storia. Lei non ha idea di cosa sia il futuro. Molti dei guai che opprimono il nostro tempo si sono generati in questo continuum temporale. Per esempio nel futuro l’Italia non sarà più un'unico paese forte e orgoglioso, ma un’accozzaglia e di piccole nazioni litigiose sempre in conflitto tra di loro. Il Granducato di Toscana che litiga con la Repubblica Marinaro-leninista di Livorno, Il Regno Neoborbonico contro la Repubblica Giudicale di Sardegna. Senza parlare della Padania sott’acqua perché quando s’innalzò l’Adriatico non esisteva uno stato abbastanza forte che potesse prendere le dovute precauzioni. Attraversare la penisola è diventato un’inferno di balzelli e passaporti, di prepotenze legalizzate da parte dei Baroni degli Autogrill. L’anno scorso, il 2032, il Neo-Maadi con la sua Undicesima Jihad ha incorporato la Repubblica di Tinacria nel proprio territorio senza colpo ferire. E il Regno Pontificio? Buoni quelli. Si sono presi tutto il centro e organizzano crociate, che puntualmente finiscono in tragedia, mentre gli sgherri dell’Agenzia Inquisitoria Centrale controllano ogni cosa con i loro satelliti col nome di arcangeli. Insomma, capisce bene che bisognava fare qualcosa. – il sospettato fece una pausa, come se volesse calmarsi. Ma subito riprese e una luce quasi febbrile brillava nei suoi occhi.

- Io appartengo ad un movimento di resistenza non violenta, i Fratelli Italiani, che fu fondato per riportare l’Italia ad uno stato unitario e sovrano.  Ma nel nostro tempo questa nobilissima missione si è rivelata impossibile. Così, visto che uno dei nostri Fratelli era l’inventore della Stasi Inversa abbiamo deciso di cambiare le cose nel passato. Se le cose fossero andate bene il paradosso avrebbe generato una deviazione nel binario temporale. Il Comitato dei Fratelli grazie alla cronotecnica identificò quali erano i punti critici dove una viaggiatore temporale, con un minimo di tecnologia del futuro poteva modificare il flusso degli eventi. Io, come altri agenti in incognito, fui assegnato per modificare gli eventi di questo periodo.

-Che storia assurda.

- Eppure le dico che è tutto vero. Tanto più che chi mi ha preceduto è probabilmente riuscito nei suoi intenti.

-Davvero?

-Certo, nel mio futuro non c’è mai stato nessuno scandalo sul calcio e la nazionale Italiana ha perso 6 a zero col Ghana.

- Cavolo…E mi dica in quale modo lei pensava di intervenire per modificare il futuro?

- In maniera indiretta sul Referendum della Riforma Costituzionale.

- Non mi dica che nel suo futuro hanno vinto i “SI”.

- Di poco, ma hanno vinto loro. Ed è stato quello l’inizio della catastrofe. Però gli esperti cronotecnici mi hanno detto che se lavoravo su alcuni fattori determinanti il risultato si sarebbe invertito. Io per esempio avevo un macchinario…

- Quello che stava allacciando alla centrale elettrica?

- Veramente lo stavo scollegando e il suo lavoro l’aveva già fatto.

- Continui..

- Ecco…quello era un sistema per il controllo meteorologico. L’ho programmato perchè domenica prossima, il giorno del referendum, sia una bellissima giornata, perfetta per andare al mare.

- E questo cosa c’entra?

-I Cronotecnici dicono che l’elettore più facilmente  condizionabile  e meno consapevole delle terribili conseguenze del suo voto, tra l’urna e una giornata al mare sceglie sempre la giornata al mare, soprattutto se…

-Soprattutto se…

-Beh. Soprattutto  se ha un bel po’ di gossip sui  quali tenersi aggiornati.

-Non mi dica che…

-Si. Sono stato io a fare in modo che ai giornali arrivassero quelle intercettazioni telefoniche sul mondo del Jet-set.

Dopo una pausa il magistrato guardò negli occhi il sospettato. E pronunciò con enfasi :

-L’Elmo di Scipio ritornerà a brillare…

Senza rendersi conto, il sospettato si ritrovò automaticamente a completare quella frase del suo giuramento dei Fratelli Italiani:

-…Sul sacro suolo non più mosaico, ma Patria Una e Indivisibile…Fratello!

-Fratello!

Si abbracciarono felici, ripromettendosi tra le lacrime di gioia di andare a votare “NO” per il referendum.

Postato da: aquatarkus a 22/06/2006 02:23 | link | commenti (25)
racconti, divertissement, fantascienza, paradossi temporali, ucronie, terre parallele