Regola n°1
In questo blog
non parlo di me stesso;
Regola n°2
Questo blog non ha attinenza
con la realtà;
Regola n°3
Tecnicamente questo non è un blog;
Regola n°4
Questo blog è Godeliano, nel senso che è intrinsecamente contraddittorio;
Regola n°5
In questo blog è permesso fumare;
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(3,6 U.A. dalla Terra)
| Titolo | Data |
|---|---|
| Pratiche Sessuali | 14/10/2007 - 00:23 |
| Nomadi | 10/10/2007 - 12:31 |
| Orgoglio Mascolino | 19/09/2007 - 10:26 |
| El Perro Negro | 03/09/2007 - 12:18 |
| Il più bel giorno della nostra vita | 15/10/2006 - 01:32 |
| Attesa | 12/10/2006 - 17:23 |
| Tempo Supplementare | 27/09/2006 - 13:57 |
| Una favola moderna | 18/09/2006 - 15:56 |
| L'attacco | 12/09/2006 - 10:20 |
| Il segreto dei Nuraghi | 04/09/2006 - 13:28 |
| Lo scolaro G | 31/07/2006 - 11:03 |
| Oltremondo | 07/07/2006 - 21:57 |
| Corro | 28/06/2006 - 18:51 |
| Fratelli d'Italia | 22/06/2006 - 02:23 |
| Enter | 15/06/2006 - 13:18 |
| Calore | 09/06/2006 - 13:32 |
| Intercettazioni | 25/05/2006 - 13:03 |
| Anniversari | 24/05/2006 - 11:05 |
| L'ispettore | 17/05/2006 - 11:45 |
| Luce | 11/05/2006 - 09:35 |
| Effetto Boomerang | 06/05/2006 - 15:41 |
| Il contagio | 27/04/2006 - 17:37 |
| La mossa dell'ippocampo | 23/04/2006 - 00:21 |
| Sorprese | 15/04/2006 - 10:46 |
| L'emissario 2 | 14/04/2006 - 09:33 |
| Penitenziario | 07/04/2006 - 13:06 |
| Il circolo della fine del mondo | 01/04/2006 - 01:45 |
| Screensaver | 28/03/2006 - 11:12 |
| Risvegli | 18/03/2006 - 19:09 |
| Lettera dal fronte | 18/02/2006 - 13:46 |
| Reality | 16/02/2006 - 13:41 |
| Strategie elettorali | 10/02/2006 - 14:33 |
| I rappresentanti | 07/02/2006 - 12:04 |
| Cinque strane abitudini | 02/02/2006 - 09:24 |
| Le storie brevi | 30/01/2006 - 23:27 |
| Alta personalità | 28/01/2006 - 23:55 |
| Walhalla46 | 27/01/2006 - 21:29 |
| Legittima difesa | 26/01/2006 - 12:48 |
| L'uomo che guardava il buco nero | 23/01/2006 - 13:42 |
| L'attrazione di Ibsia | 21/01/2006 - 17:16 |
| Scontro di civiltà | 20/01/2006 - 10:18 |
| Teletrasporti FS | 18/01/2006 - 16:33 |
| La miglior barzelletta sulle bionde | 15/01/2006 - 23:16 |
| L'invasione della Blogsfera | 13/01/2006 - 13:19 |
| Arma Intelligente | 12/01/2006 - 00:41 |
| Il ragazzo venuto dall'Argentina | 09/01/2006 - 10:46 |
| La conferenza stampa | 05/01/2006 - 10:36 |
| La luna è nostra? | 04/01/2006 - 13:55 |
| La risposta | 02/01/2006 - 09:15 |
| Un mondo migliore | 30/12/2005 - 13:10 |
| Il Giudizio | 29/12/2005 - 10:42 |
| Vacanze di Natale | 28/12/2005 - 00:45 |
| Superuomini all'italiana | 26/12/2005 - 11:41 |
| Razza di mediocri | 25/12/2005 - 10:29 |
| Subcomunicato Strategico N°1 | 24/12/2005 - 09:35 |
| Serial | 22/12/2005 - 23:57 |
| La versione di Tolkien | 22/12/2005 - 09:53 |
| L'Intelligent Design | 21/12/2005 - 11:50 |
| Incontro impossibile: La verità sulla TAV | 20/12/2005 - 13:13 |
| L'emissario | 19/12/2005 - 16:14 |
| Fantaraccontino di Natale (cattivo) | 17/12/2005 - 12:52 |
| Il primo mutante | 13/12/2005 - 09:47 |
"Alle ore 3 di questa mattina, forze aeronavali del nemico hanno compiuto, senza alcun preavviso, missioni di guerra contro l’aeroporto militare di Su Masu. In seguito, l’eroica difesa della nostra Militzia ha impedito che truppe paracadutate prendessero possesso della zona aeroportuale. All’alba una flotta da guerra, composta da due navi da battaglia, una portaerei, tre incrociatori e un’ingente quantità di naviglio minore, ha sottoposto la città e il porto di Casteddumannu ad un pesante bombardamento. Il proditorio attacco ha causato un’ingente numero di morti tra i militari del nostro esercito e la popolazione civile, ma nel pomeriggio una valorosa squadriglia dei nostri aerosiluranti ha attaccato le forze nemiche colando a picco una corazzata e danneggiandone un’altra.
Come in tanti altri momenti della storia, nonostante l’innata vocazione alla pace di noi Sardi, ci ritroviamo a dover prendere le armi contro un invasore feroce e spietato, per difendere le nostre case, le nostre tradizioni, la nostra antica nazione, la nostra Carta de Logu.
Sinora il barbaro nemico non è riuscito a mettere piede sulla nostra isola grazie ai nostri eroici combattenti, e ben conosce qual è stato il sanguinoso prezzo di ogni tentativo. Non sappiamo se questo servirà a scoraggiare i suoi famelici desideri di conquista, ma sappiamo che il valore e il coraggio di tutti i Sardi sarà un’ardua barriera dove si romperanno i frangenti della barbarie fascista. D’ora in poi qualsiasi mezzo nemico, navale o aereo, che verrà a trovarsi a meno di 50 miglia dalle nostre coste, verrà distrutto.
Si prepara per tutti noi un lungo periodo di sacrifici e di privazioni, ogni risorsa di questa bella isola verrà utilizzata per rafforzare gli strumenti di difesa e di offesa.
Spesso nei miei precedenti discorsi ho paragonato la Sardegna ad una nave che in un mare ostile deve contare solo sulle forze del suo equipaggio, ora questa nave diventerà un unico bastimento da guerra pronto a reagire ad ogni aggressione con la potenza delle sue armi e l’ardimento dei suoi marinai.
Noi sardi siamo abituati alle tempeste e supereremo anche questa, come abbiamo sempre fatto da secoli, stringendoci intorno alla Carta de Logu e al sacro albero della nostra bandiera.
L'antico nemico italiano non avanzerà di un passo.
Arbarei!"*
Trasmissione di Radio Aristanis del 14 Capudanni 1942 A.D. (anno 533 della Seconda Era Giudicale) – Discorso del Judike Mariano XIII alla nazione sarda, alla Corti Majori e alla Corti de Logu.
*Traduzione dal sardo-giudicale di Sarbadori Onnis
-Dottore, il sospettato l’attende.
-Grazie agente. E il macchinario che voleva attaccare alla centrale elettrica?
-L’abbiamo lasciato in laboratorio, ma appena il tecnico ci ha messo mano si è ridotto in polvere. Una cosa mai vista prima, dice l’ingegnere.
-Avete controllato le sue generalità.
-Sembra tutto a posto.
-Va bene agente, può andare. Ora vado a parlare con quell’uomo.
Il sospettato si voltò non appena il magistrato entrò nell'ufficio. Sembrava un ragazzino spaurito, più che un pericoloso -come si diceva?- anarcoinsurrezionalista, nonchè sabotatore di centrali elettriche.
- Prima di incriminarla per sabotaggio e tentatata interruzione di servizio pubblico vorrei ascoltarla signor…signor Rossi.
L’uomo fece un grande sospiro, come se avesse preso un’importante decisione, guardò la bandiera italiana in un angolo, la foto del presidente della Repubblica, la cartina dell’Italia appesa al muro e iniziò a parlare:
-L’avverto, troverà incredibile ogni cosa che le racconterò, ma è tutto vero. Le dirò tutto perché lei mi sembra un leale cittadino italiano e perché, in ogni caso, non cambierebbe nulla.
Il magistrato lo guardò incuriosito.
- Le sembrerà una follia, ma io vengo dal futuro. Un futuro dove i viaggi temporali sono diventati possibili grazie alla tecnologia…
-Impossibile…-sbottò subito il magistrato, ma poi aggiunse curioso- E come funzionerebbe questa tecnologia?
-Non sono un esperto. Ma nei testi divulgativi il Continuum Spazio-Temporale viene descritto come un convoglio ferroviario in movimento. Il nostro Universo sta nel vagone di testa. Con una tecnologia che si chiama “Stasi Inversa” si prende una bolla del nostro continuum e la si fa scendere dal primo vagone. Si fa passare il convoglio fino al punto voluto e si risale. E il gioco è fatto, ci si ritrova in un periodo antecedente a quello dal quale si era partiti. In realtà non siamo noi che viaggiamo dietro nel tempo, ma ci lasciamo superare dal tempo stesso che procede sempre in una direzione.
-Interessante. Ma non mi ha convinto. E quale sarebbe il motivo della sua visita in questa epoca?
-Sono venuto a cambiare la storia. Lei non ha idea di cosa sia il futuro. Molti dei guai che opprimono il nostro tempo si sono generati in questo continuum temporale. Per esempio nel futuro l’Italia non sarà più un'unico paese forte e orgoglioso, ma un’accozzaglia e di piccole nazioni litigiose sempre in conflitto tra di loro. Il Granducato di Toscana che litiga con la Repubblica Marinaro-leninista di Livorno, Il Regno Neoborbonico contro la Repubblica Giudicale di Sardegna. Senza parlare della Padania sott’acqua perché quando s’innalzò l’Adriatico non esisteva uno stato abbastanza forte che potesse prendere le dovute precauzioni. Attraversare la penisola è diventato un’inferno di balzelli e passaporti, di prepotenze legalizzate da parte dei Baroni degli Autogrill. L’anno scorso, il 2032, il Neo-Maadi con la sua Undicesima Jihad ha incorporato la Repubblica di Tinacria nel proprio territorio senza colpo ferire. E il Regno Pontificio? Buoni quelli. Si sono presi tutto il centro e organizzano crociate, che puntualmente finiscono in tragedia, mentre gli sgherri dell’Agenzia Inquisitoria Centrale controllano ogni cosa con i loro satelliti col nome di arcangeli. Insomma, capisce bene che bisognava fare qualcosa. – il sospettato fece una pausa, come se volesse calmarsi. Ma subito riprese e una luce quasi febbrile brillava nei suoi occhi.
- Io appartengo ad un movimento di resistenza non violenta, i Fratelli Italiani, che fu fondato per riportare l’Italia ad uno stato unitario e sovrano. Ma nel nostro tempo questa nobilissima missione si è rivelata impossibile. Così, visto che uno dei nostri Fratelli era l’inventore della Stasi Inversa abbiamo deciso di cambiare le cose nel passato. Se le cose fossero andate bene il paradosso avrebbe generato una deviazione nel binario temporale. Il Comitato dei Fratelli grazie alla cronotecnica identificò quali erano i punti critici dove una viaggiatore temporale, con un minimo di tecnologia del futuro poteva modificare il flusso degli eventi. Io, come altri agenti in incognito, fui assegnato per modificare gli eventi di questo periodo.
-Che storia assurda.
- Eppure le dico che è tutto vero. Tanto più che chi mi ha preceduto è probabilmente riuscito nei suoi intenti.
-Davvero?
-Certo, nel mio futuro non c’è mai stato nessuno scandalo sul calcio e la nazionale Italiana ha perso 6 a zero col Ghana.
- Cavolo…E mi dica in quale modo lei pensava di intervenire per modificare il futuro?
- In maniera indiretta sul Referendum della Riforma Costituzionale.
- Non mi dica che nel suo futuro hanno vinto i “SI”.
- Di poco, ma hanno vinto loro. Ed è stato quello l’inizio della catastrofe. Però gli esperti cronotecnici mi hanno detto che se lavoravo su alcuni fattori determinanti il risultato si sarebbe invertito. Io per esempio avevo un macchinario…
- Quello che stava allacciando alla centrale elettrica?
- Veramente lo stavo scollegando e il suo lavoro l’aveva già fatto.
- Continui..
- Ecco…quello era un sistema per il controllo meteorologico. L’ho programmato perchè domenica prossima, il giorno del referendum, sia una bellissima giornata, perfetta per andare al mare.
- E questo cosa c’entra?
-I Cronotecnici dicono che l’elettore più facilmente condizionabile e meno consapevole delle terribili conseguenze del suo voto, tra l’urna e una giornata al mare sceglie sempre la giornata al mare, soprattutto se…
-Soprattutto se…
-Beh. Soprattutto se ha un bel po’ di gossip sui quali tenersi aggiornati.
-Non mi dica che…
-Si. Sono stato io a fare in modo che ai giornali arrivassero quelle intercettazioni telefoniche sul mondo del Jet-set.
Dopo una pausa il magistrato guardò negli occhi il sospettato. E pronunciò con enfasi :
-L’Elmo di Scipio ritornerà a brillare…
Senza rendersi conto, il sospettato si ritrovò automaticamente a completare quella frase del suo giuramento dei Fratelli Italiani:
-…Sul sacro suolo non più mosaico, ma Patria Una e Indivisibile…Fratello!
-Fratello!
Si abbracciarono felici, ripromettendosi tra le lacrime di gioia di andare a votare “NO” per il referendum.

12 Prairal , 217 Cal.Riv. (18 giugno 2006 d.C.)
Il capitano Lassalle nell’avamposto sperduto della Repubblica, si apprestava stancamente a celebrare l’anniversario della battaglia di Waterloo. In ogni cassetto, dov'era stata conservata accuratamente la sua divisa da cerimonia riusciva a trovare granelli dell’onnipresente polvere rossa. Come se quel deserto la fuori, all’apparenza addormentato da milioni di anni, in realtà fingesse di sonnecchiare per tramare l’invasione dell’angusto regno degli uomini. Per un attimo Lassalle desistette dalla sua lotta contro la polvere rossa e guardò fuori dalla finestra. Davanti a lui si stendeva a come una specie di infezione del deserto e delle sue colline pietrose, la piccola bidonville dei minatori, esiliati laggiù per i reati politici dalla madre patria. Gente che aveva come unica prospettiva una breve vita di sofferenze e fatiche inenarrabili nelle miniere o nelle serre idroponiche. Ma anche i loro guardiani erano quaggiù per scontare qualcosa: la madre patria non mandava certo i suoi uomini migliori a comandare la guarnigione della Legione Straniera del remoto forte, sarcasticamente soprannominato MontMartre. Per quale motivo, se non per punire soldati e ufficiali, era stato creato il 5eme Regiment de Guyenne? Una definizione come un’altra per definire una banda di aguzzini, ex tagliagole e mai pentiti assassini di tutto il mondo, distinguibili dal resto della feccia unicamente per la divisa un tempo bianca ed il chepì lurido.
Sull’orizzonte brillava quella stella azzurra che Lassalle cercava di ignorare e che gli ricordava continuamente il motivo per cui anche lui, non migliore degli altri era stato assegnato a quel comando per punizione. Pur sapendo che gli avrebbe fatto male, ripensò alle dolci notti di Bagdad e a quando, giovane e ardente ufficiale di fresca nomina si era innamorato della moglie del consigliere personale del Califfo. Ricambiato, ovviamente, dall'affascinante dama con gli occhi di cerbiatta, e un sorriso appena accennato sotto il velo di seta per rispondere alle sue artificiose avanches di seduttore parigino. E poi tutte quelle notti di passione sotto il cielo d’oriente, negli incantati giardini delle ville, negli ombrosi corridoi di principeschi palazzi, e infine nel monumentale letto di lei, che sembrava un’inespugnabile fortezza d’amore circondata com’era dalle cortine di organza. Quando furono scoperti lei fu mandata in Svizzera e il giovane ufficiale dovette scegliere se lasciare l’esercito o partire per quella destinazione terribile. Con quell’aria spavalda e incurante delle conseguenze che l’aveva sempre contraddistinto lui aveva accettato di partire.
-Maledetta polvere rossa! – sbottò Lassalle per cancellare quei pensieri. Indossò la divisa, poi si radrizzò le spalline allo specchio. Mentre si annodava la fusciacca col tricolore sui fianchi cercò di non vedere la sua immagine riflessa. Non sopportava più la vista di quella faccia scavata da uomo braccato e senza scampo, che non aveva più ombra d'orgoglio. Indossò sopra la divisa, la logora tuta a pressione, infilò il casco e regolò i manometri. Così bardato si apprestò a scendere nella camera stagna che si apriva sulla piazza d’armi del forte, per calpestare con passo marziale, davanti alla truppa schierata, quel pezzo di deserto marziano a malapena difeso da rozzi muri di cemento. La bandiera nella tenue atmosfera del pianeta rosso avrebbe ondeggiato appena, per celebrare la vittoria di Napoleone su Wellington a Waterloo e la conseguente nascita della Repubblica degli Stati Uniti d'Europa, nel lontano 1815, se si seguiva la vecchia datazione, corrispondente all'anno ventiseiesimo del Calendario Rivoluzionario Napoleonico.
All’orizzonte la stella azzurra, la madre Terra, gli fece nuovamente desiderare che le cose fossero andate in un modo diverso.